29 luglio 2013

Missione Music for Peace a Gaza

Hanno finalmente raggiunto la Striscia di Gaza i ragazzi di Genova dei Music for Peace dopo trentacinque giorni di estenuante attesa in Egitto tra Alessandria e Al Arish. Link al loro diario di viaggio

Alcuni degli aiuti che i Music for Peace hanno portato a Gaza destinati all'associazione locale Rare Skin Diseases per sostenere le farfalle di Gaza e le loro famiglie. Il materiale sarà presto distribuito alle famiglie.
Dopo mesi di lavoro in Italia per preparare la missione sono arrivati a Gaza come ogni anno disposti a resistere contro ogni difficoltà pur di portare a termine la loro missione.
Guardando dalla finestra dell'appartamento che si affaccia sul porto di Gaza, dove sono stati provvisoriamente depositati gli aiuti ricevuti, un immenso grazie.

27 luglio 2013

Aggiornamenti attività del periodo estivo

Un'altra giornata di attività ricreative per tutti i bambini, accompagnati dai loro fratelli, insieme agli animatori del Tamer Institute di Gaza.

24 luglio 2013

I. e la fisioterapia

Mai vista tanta tenacia.
I costi del servizio di trasporto per raggiungere i centri di fisioterapia sono attualmente sostenuti da Debra Italia grazie al progetto finanziato dalla Fondazione Vik Utopia.

18 luglio 2013

Una festa di compleanno per H. e R.

H. è andato alla clinica a rifare le medicazioni, un paio d'ore per convincerlo a fare il bagno e meno lacrime del solito mentre seduto su quel lettino l'infermiere gli medicava la brutta infezione al piede che gli impediva anche di infilare le scarpe. Passati i momenti di 'biddish' - non voglio! -  ha poi aiutato l'infermiere a chiudere le fasciature. Ha indossato con orgoglio la camicia e i pantaloni nuovi che gli sono stati regalati per il suo compleanno ed è venuto alla festa un pò zoppicante ma tutto sorridente. E' la prima volta che festeggia il suo compleanno lontano dalla sabbia di Shoka.

La festa, alla quale hanno partecipato anche gli altri bambini e le loro famiglie, è stata organizzata in occasione del suo compleanno e di quello di R. che oggi ha compiuto 10 anni.




13 luglio 2013

Ramadan Karim

R. gioca a carte seduta sul materasso fuori di casa con le sue sorelle alla ricerca di un filo d’aria. Fa troppo caldo in casa e non c’è corrente, il generatore non funziona, fish benzine, costa troppo in questi giorni, da quando l’Egitto ha interrotto il trasporto di carburante attraverso i tunnels.

Anche gli altri bambini vivono la stessa situazione. Le loro famiglie riescono ad accendere il generatore per un paio d'ore al giorno per cucinare e godersi l’iftar - il pasto dopo il tramonto che interrompe la giornata di digiuno - e far funzionare un piccolo ventilatore per concedere ai loro figli un po’ di sollievo dal caldo afoso di questi giorni. Otto ore senza elettriità sono troppe da ingannare, specialmente quando la corrente manca nelle ore pomeridiane, quelle piu’ calde. La pelle suda e comincia a prudere. Hanno più ferite del solito, molte sul viso. Il caldo aumenta la formazione delle bolle e si grattano in continuazione, aumentando il rischio di comparsa di nuove bolle e riaprendo le ferite in via di cicatrizzazione. In questi giorni F. lotta contro una grande ferita proprio sotto il piede che rende di nuovo vani i suoi sforzi per imparare a camminare.

E’ iniziato il Ramadan. I bambini vogliono sentirsi adulti e digiunare come i fratelli più grandi. Il compromesso a cui siamo arrivati insieme alle famiglie è che digiuneranno per meno ore, non dall’alba al tramonto, non per almeno sedici ore come gli adulti della famiglia. Fortunatamente l’entusiasmo di alcuni di loro verso il digiuno è svanito subito dopo il primo giorno di Ramadan...ma a Rafah, la principessa digiuna come un adulto ed è inutile cercare di persuaderla dal farlo.

Fanoos di Ramadan
 

10 luglio 2013

Aggiornamenti attività ludico-ricreative del periodo estivo

Continuano gli incontri settimanali presso il Tamer Institute for Community Education in collaborazione con l'associazione locale Rare Skin Diseases di Gaza

07 luglio 2013

Incontro con i bambini e le famiglie prima del ramadan

Un piccolo evento dedicato ai bambini prima dell'inizio del Ramadan organizzato in collaborazione con l'associazione 'Rare Skin Diseases Association' di Gaza.

04 luglio 2013

Farfalle

R. si diverte a camminare per casa ancheggiando insieme alla sorella più piccola mentre indossano un paio di culotte nuove, giallo canarino per lei e azzurre per la sorella. Le spalline della canottiera cadono di continuo ma non appena la mamma le fa due notidini per stringerle, ricomincia a dimenare con forza i fianchi e amicca maliziosamente verso suo padre che ride.
La sorella maggiore ha il suo primo jilbab ma è ancora troppo lungo e striscia per terra. Suo padre si è dimenticato di portarlo dal sarto per farlo accorciare. 
E’ il suo corpicino esile a mostrare tutta la sua fragilità. ‘Ridi, ridi, arriverà anche per te il giorno in cui dovrai indossare il jilbab come tua sorella!’. Sono quelle parole a portare con sé improvvisamente la netta percezione e il sapore della sua assenza. E’ davvero come tenere in mano una farfalla.
Quei piccoli pezzi di plastica nera attaccati ai piedi e alle gambe cosicché la pelle resti umida e possano essere rimossi facilmente dalle ferite. Sua mamma li ritaglia in piccoli quadratini da un sacchetto della spesa e li sistema nell’armadio dove tiene garze e bende. Cosi’ proprio come vuole R. che rifiuta di fare i bendaggi alle gambe e alle natiche perchè vuole sentirsi libera. Siamo riusciti a convincerla solo a fare le medicazioni sulla grande ferita che ha sul collo e che non si rimargina mai. Per sua mamma questa è la cosa più importante. Fino a qualche mese fa portava l’hijab per nasconderla ma senza applicare nessuna medicazione. Erano ore di singhiozzi ogni sera mentre seduta a capo chino cercava di staccarlo dalla ferita, millimetro dopo millimetro con accanto sua mamma che di tanto in tanto versava dell’acqua per alleviare quella pena. Ma di fare i bendaggi alle natiche e alle gambe non se ne parla. Suo padre le ha fatto cucire un paio di pantaloncini in plastica, come quei pantaloncini che aumentano la sudorazione per dimagrire. In questo modo non deve rimuovere le medicazioni ogni sera ed è in grado di muoversi e andare in bagno con facilità senza paura che le ferite si siano attaccate ai pantaloni.
Il suo respiro affannoso culla la notte. Eppure si dorme, eppure ci si addormenta, eppure lei non vuole quella coperta bianca che le ricorda il sudario con cui vengono avvolti i bambini che muoiono.
La mattina appena sveglia resta a letto per riprendere le forze che sembrano averla completamente abbandonata durante la notte. La scuola è finita e ha tutto il tempo per fare le cose con comodo. Si arrampica su una vecchia sedia a rotelle e si fa portare in bagno. Avvolta nell’asciugamano si siede sul materasso davanti ad una stufetta elettrica a distanza ravvicinata, stamattina c’è l’elettricità. Il calore sembra ridare al suo corpo l’energia per un’altra giornata. Poco dopo eccola girare per casa, litigare con il fratello e le sorelle, riempire la casa come fanno tutti i bambini.
Oggi è il giorno del matrimonio di sua cugina, si va dalla vicina di casa a fare l’acconciatura e il trucco per la festa.


02 luglio 2013

Aggiornamenti attività ludico-ricreative

Terzo incontro settimanale con i bambini presso il Tamer Institute for Community Education di Gaza: realizzazione di puppets